C’è bisogno di sangue e di donatori! L’appello dei talassemici lombardi

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In questi giorni l’AVIS ha ricevuto una lettera da parte dell’ATDL, Associazione Talassemici Drepanocitici Lombardi. Facciamo nostra la loro richiesta, che è un invito a continuare a donare anche per le quotidiane necessità dei talassemici lombardi.

«Carissimi, abbiamo deciso di inviarvi questa lettera di sensibilizzazione nella nostra veste di persone direttamente coinvolte in questo problema, portatori di una malattia genetica congenita o genitori di bambini e ragazzi con un difetto genetico che non permette la produzione di globuli rossi efficaci e che quindi necessitano di periodiche trasfusioni per poter sopravvivere. Le DONAZIONI DI SANGUE sono per noi la VITA. Purtroppo in diversi ospedali italiani, non solo lombardi, da alcune settimane si registra una grave carenza di sangue, dovuta anche all’influenza e al maltempo. In molti ospedali è stato necessario contingentare il sangue, per esempio riducendone il quantitativo da trasfondere ai malati cronici. Per questo motivo è davvero importante per noi svolgere una campagna di sensibilizzazione per le donazioni: donare sangue significa contribuire a preservare un patrimonio collettivo indispensabile alla vita, essenziale nei servizi di primo soccorso, negli interventi chirurgici, nei trapianti, nelle terapie oncologiche e nella cura di pazienti con malattie croniche come la nostra che hanno bisogno di trasfusioni periodiche. E’ fondamentale chiedere ai donatori già impegnati in questo straordinario gesto di solidarietà di continuare a donare in modo costante e programmato, ma soprattutto è ancora più importante sensibilizzare coloro che ancora non lo fanno, in particolare i giovani, e invitarli ad avvicinarsi ai centri emotrasfusionali o alle associazioni di volontariato.

Donare è davvero un grande atto di generosità salvavita. Tutti possono donare: è sufficiente avere un’età compresa tra i 18 e i 65 anni, pesare almeno 50 kg ed essere in stato di buona salute. La donazione è semplice e sicura, eseguita da personale qualificato, e il donatore non corre alcun rischio, anzi ha la possibilità di controllare periodicamente il proprio stato di salute. Ma noi cosa possiamo fare? Nel nostro piccolo ognuno di noi può iniziare a svolgere un’opera di informazione e sensibilizzazione, soprattutto tra le nuove generazioni, ma non solo, perché vengano a conoscenza di questa realtà e possano in questo modo compiere una scelta volontaria e consapevole. Quello che manca, infatti, è anche il ricambio generazionale, cioè giovani che decidano di diventare donatori di sangue, sostituendo le persone che hanno ormai superato i 65 anni e quindi non possono più farlo. Ogni giorno più di 1700 persone sopravvivono perché ricevono trasfusioni di sangue ed emoderivati, grazie alla solidarietà di oltre 1.700.000 donatori italiani, di cui quasi 1.300.000 soci Avis. Perché questo possa continuare, è necessario che sempre più persone si rendano protagoniste di questo gesto così importante per tutti noi. Un grazie di cuore a tutti i donatori!»

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