Chikungunya, la Lombardia invia 160 unità di sangue a Roma

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Situazione critica nel Lazio dove, a causa di alcuni focolai di Chikungunya a Roma e Anzio, è stata bloccata la raccolta di sangue nella Asl 2 del Comune di Roma. Ciò ha comportato una immediata necessità di sangue extra-regione, dal momento che gli ospedali della capitale necessitano mediamente di 400-450 unità di globuli rossi al giorno.

Come già successo in altre situazioni di emergenza, si è immediatamente attivato il piano di compensazione del Centro Nazionale Sangue, che nella giornata di oggi è stato capace di raccogliere 849 unità di sangue messe a disposizione dalle altre Regioni italiane. Le sacche provengono da dieci regioni: Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Toscana e Veneto.

L’assessore regionale lombardo Giulio Gallera ha fatto sapere che il Centro regionale sangue si è subito attivato per verificare le eccedenze nelle sei sedi regionali di lavorazione (Cremona, Brescia, Bergamo, Garbagnate, Lecco, Varese) e che ha potuto mettere a disposizione 160 unità di sangue.

Ancora una volta il mondo dei donatori non si è fatto trovare impreparato davanti al bisogno dei malati, per quanto lontani essi siano.

CHE COS’E’ LA CHIKUNGUNYA

La Chikungunya (CHIKV) è una malattia di origine virale, causata da un virus che appartiene alla famiglia delle Togaviridae (Arbovirus), del genere degli Alphavirus.

Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si possono manifestare sintomi simili a quelli dell’influenza, con febbre alta, brividi, nausea, vomito, cefalea e soprattutto importanti dolori articolari (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), a causa dei quali i pazienti tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni che consentano di limitare il dolore.

A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno sospesi per 28 giorni.