CNS, è stato un buon anno per il sangue italiano. Ma c’è ancora da migliorare

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Giunti ormai a dicembre e in dirittura d’arrivo per il nuovo anno, è tempo di bilanci anche per il sistema sangue.

Lunedì 4 dicembre a Roma, il Centro Nazionale Sangue ha presentato la sua relazione sull’attività del 2017 durante la consultazione plenaria del Sistema trasfusionale che si è tenuta nella sede della Croce Rossa. Molti gli aspetti positivi presentati, ma ci sono ancora alcune criticità che necessitano di pronte risoluzioni.

C’è soddisfazione per il sistema che tiene e riesce a far fronte alle emergenze come la Chikungunya, ma si guarda con preoccupazione ad alcune regioni non sono autosufficienti e non riescono a garantire le terapie ai pazienti cronici, come i talassemici.

Solo per compensare il sangue non raccolto a causa del blocco delle donazioni nel Lazio per l’emergenza Chikungunya, è emerso durante l’assemblea, sono state messe a disposizione dalle Regioni quasi 6mila sacche di sangue, mentre in totale la compensazione nel 2017 è stata di quasi 60mila, soprattutto a favore di quattro regioni con carenze ‘croniche’: Lazio, Abruzzo, Sicilia e Sardegna. In alcune Regioni non viene rispettata la programmazione effettuata in modo condiviso con le Regioni stesse, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale con decreto del ministro della Salute e necessaria a garantire l’autosufficienza. Questo si riflette nella mancata garanzia di continuità delle terapie a pazienti cronici, come i talassemici, che hanno bisogno di trasfusioni continue, e che invece in diversi casi non hanno ricevuto nei tempi previsti la terapia programmata.

Tra le regioni in difficoltà è stata citata la Campania, dove oltre il 60% della raccolta avviene da donatori non periodici, un tasso più che doppio rispetto al resto del paese, con potenziali implicazioni anche sui livelli di sicurezza del sangue e del plasma. In altre regioni i livelli di organizzazione e governo della rete trasfusionale dovrebbero essere migliorati per evitare anche l’eliminazione di plasma raccolto per scadenza, nonostante il suo periodo di conservazione si estenda fino a due anni.

fonte: Centro Nazionale Sangue