Dono del sangue, il ringraziamento dell’Associazione delle Immunodeficienze Primitive

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Che il sangue serva a molti e in molti casi è noto, ma ricordarlo specificatamente è sempre bene e utile. Se non è dato sapere chi riceve il sangue di chi, è però possibile conoscere per quali malattie o terapie esso venga impiegato.

Solamente in ordine di tempo, l’ultimo grazie al mondo della donazione del sangue è arrivato dall’Associazione Italiana Immunodeficienze Primitive,  che ha espresso piena soddisfazione e sostegno all’Accordo sul “Programma annuale per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per il 2018, concesso dalla Conferenza Stato-Regioni.

“Il nostro ringraziamento va a tutti coloro che si avvicinano alla donazione o che liberamente, da tempo, donano: segno evidente, alto e nobile di una cultura solidaristica e comunitaria che sempre ha contraddistinto la storia e la cultura italiana. Un particolare ringraziamento va alle associazioni di donatori che, in un quadro partecipativo, mettono a disposizione la propria opera nell’unico ed esclusivo interesse di donatori e pazienti”.

Per le persone affette da immunodeficienze primitive, la disponibilità, la qualità e la sicurezza dei prodotti sono fattori essenziali e non trascurabili. Per chi è in terapia sostitutiva con immunoglobuline, la disponibilità di prodotto ma anche la gestione delle scorte e l’appropriatezza dei consumi di questi medicinali risulta non solo essenziale per una vita in buona salute ma è fattore determinante per la stessa sopravvivenza.

Le immunodeficienze primitive (IDP), che rientrano nel gruppo delle malattie rare, costituiscono un gruppo eterogeneo di malattie causate da difetti dei meccanismi del sistema immunitario. Sono malattie caratterizzate da abnorme suscettibilità alle infezioni, causata da un difetto genetico dei normali meccanismi immunitari.