IMPORTANTE: La donazione necessita di prenotazione, secondo le modalità previste dalle segreterie delle singole Comunali

I diversi tipi di donazioni

Sangue intero

E’ la donazione del sangue come tale.
Volume prelevato – 450 ml +/- 10%.
Durata della donazione – 5-7 minuti.
Requisiti – Il donatore, oltre al possesso dei requisiti generici già considerati, al momento della donazione dovrà possedere un valore di emoglobina (Hb) superiore a 13,5 g/dl se di sesso maschile, a 12,5 g/dl se di sesso femminile.
Lorenzo Jovanotti dona sangue

In un organismo sano, e a condizione che le scorte di ferro siano adeguate, il recupero completo dei globuli rossi avviene ad opera del midollo osseo entro 90 giorni.
L’intervallo minimo tra due donazioni di sangue intero deve essere di 90 giorni; per le donne in età fertile, considerata la minore consistenza delle riserve di ferro, l’intervallo è di 6 mesi.
Il prelievo di sangue intero è assolutamente innocuo per il donatore e ha una durata di circa 5-8 minuti.
Il volume massimo di sangue prelevato, stabilito per legge, è uguale a 450 cm3 +/- 10%.
Dopo il prelievo viene offerto un ristoro per reintegrare i liquidi e migliorare il comfort post donazione.
Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta per legge una giornata di riposo retribuita.

Plasma da aferesi

Nell’aferesi (termine greco che significa l’atto del “portar via”) attraverso l’uso di separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto la componente ematica di cui si ha necessità: plasma (plasmaferesi) o piastrine (piastrinoaferesi), restituendogli contemporaneamente i restanti elementi.
Soltanto una parte del fabbisogno annuo di albumina e fattore VIII e degli altri plasma derivati viene prodotta in Italia; la restante parte deve essere importata comportando una spesa notevole e un potenziale maggior rischio di malattie trasmissibili.
Volume prelevato – 500-600 ml.
Durata della donazione – 35-40 minuti.
Requisiti – Questa donazione è particolarmente indicata per i donatori che hanno le caratteristiche di seguito indicate.
– tendenza di valori bassi di emoglobina (Hb) o di ematocrito (Ht);
– ridotte riserve di ferro (ferritina);
– gruppi sanguigni (B e AB ) per i quali vi è scarsa richiesta trasfusionale di concentrati di globuli rossi.

Apparecchio per plasmaferesiIl recupero della componente donata avviene nel giro di poche ore, ingerendo una quantità di liquidi pari a quella persa e con una normale alimentazione.
La plasmaferesi si esegue con apparecchiature che prelevano il sangue e ne separano le componenti, restituendo le cellule al donatore in un processo continuo, attraverso un unico accesso venoso.
Questa donazione ha una durata variabile da 35 minuti a 50 minuti circa, si effettua su appuntamento e poiché sono necessarie apparecchiature specifiche (separatori cellulari) si effettua presso strutture trasfusionali abilitate.
I requisiti per la donazione del plasma sono simili a quelli per la donazione del sangue intero.
L’intervallo tra una donazione e l’altra di solo plasma può essere anche di solo 14 giorni (il plasma si rigenera molto rapidamente) senza alcuna conseguenza o ripercussione negativa.

Il plasma rappresenta la componente liquida del sangue, grazie alla quale le cellule sanguigne possono circolare.
Il plasma è costituito prevalentemente da acqua (oltre il 90%), nella quale sono disciolte e veicolate molte sostanze quali proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, ormoni, vitamine, anticorpi e fattori della coagulazione.
Alcune delle sostanze ottenute dal plasma e loro funzionalità principali:

  • Albumina
    Trasporta diverse componenti del sangue e sostanze nutritive.
    E’ una proteina utilizzata nel trattamento di alcune malattie del fegato e dei reni (cirrosi, nefrosi, ecc.) per la cura di stati patologici gravi come lo shock da ustioni, da trauma, ecc.
  • Immunoglobuline
    Sono sostanze protettive o anticorpi che si sviluppano normalmente a contatto con diversi agenti estranei all’organismo, o dopo vaccinazioni.
    Il loro uso in forma concentrata protegge le persone che non hanno anticorpi specifici per una determinata malattia.
    Costituiscono un aiuto prezioso nel caso di persone la cui resistenza alla infezioni sia diminuita o in alcune patologie immunologiche.
  • Fattori della coagulazione (VIII e IX)
    Sono fondamentali per i pazienti affetti da emofilia A e B che hanno una forte carenza nel sangue di fattore VIII o IX.
    Negli ultimi anni l’uso di questi preparati altamente purificati e assai efficaci ha permesso una vita quasi normale a chi soffre di emofilia.

Piastrine da aferesi

Consiste nella donazione delle sole piastrine, sospese in una modesta quantità di plasma (150-200 ml) mediante separatore cellulare, con restituzione delle restanti componenti del sangue.
Volume prelevato: circa 250 ml di concentrato piastrinico, plasma compreso.
Durata della donazione: da 1 ora a 1:15.
Requisiti: oltre al possesso dei requisiti generici, al momento della donazione, il donatore dovrà possedere una conta piastrinica di almeno 200.000 mm3.

Sala prelieviIl recupero della quantità cellulare donata è compensato, in parte, immediatamente dalla milza che rappresenta un serbatoio di piastrine mature, e per la restante parte dalla produzione di nuove piastrine da parte del midollo osseo entro 5 giorni.
La donazione viene richiesta sulla base delle necessità dei pazienti e il donatore viene contattato fra quelli che hanno dato la loro disponibilità.
L’intervallo minimo consentito tra due donazioni di plasma e tra una donazione di plasma e una di sangue intero o piastrine deve essere almeno di 14 giorni, mentre quello tra una donazione di sangue intero o piastrine e una di plasma deve essere di almeno 1 mese.

Donazione multipla di emocomponenti

Grazie all’impiego di separatori cellulari è oggi possibile effettuare anche donazioni multiple di emocomponenti come ad esempio una eritroplasmaferesi (donazione di plasma e globuli rossi), una eritropiastrinoaferesi (donazione di globuli rossi e piastrine), una donazione di piastrine raccolta in due sacche, una plasmapiastrinoaferesi (donazione di plasma e piastrine).

Autotrasfusione

L’autotrasfusione è una procedura trasfusionale che consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso sangue e si realizza con una delle modalità di seguito indicate.
Predeposito
Recupero perioperatorio
Emodiluizione normovolemica

Il metodo più utilizzato è il predeposito, una tecnica trasfusionale con la quale si preleva il sangue dal donatore che sarà anche ricevente, per compensare le perdite di sangue che si possono verificare nel corso di interventi chirurgici programmati.
Alcuni giorni prima dell’intervento vengono prelevate unità di sangue dal paziente, in fasi successive, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria, in modo da consentirne l’eventuale utilizzo durante l’intervento operatorio e/o successivamente allo stesso.
Il sangue prelevato viene conservato secondo i metodi tradizionali e quindi trasfuso in caso di necessità.

I principali vantaggi dell’autotrasfusione sono:
– eliminazione delle reazioni di incompatibilità;
– eliminazione del rischio di trasmissione di malattie infettive;
– riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili manifestazioni a distanza;
– risparmio di sangue.

Il paziente deve essere informato che le unità predepositate vengono conservate fino a scadenza della componente eritrocitaria e che sono disponibili solo per le sue necessità trasfusionali.
La scadenza dell’unità di predeposito, le relative modalità di conservazione e di trasporto sono analoghe a quelle per le unità di sangue omologhe.

Sicurezza e test

Per ogni unità raccolta, sia essa di sangue intero, plasma, piastrine o altri emocomponenti, vengono effettuati accertamenti di laboratorio, atti a valutarne l’idoneità ad essere trasfusa, e precisamente:

  • Emocromo completo per lo studio di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine
  • Transaminasi ALT (per lo studio del fegato)
  • Sierodiagnosi per la lue o sifilide
  • HIV Ab 1-2 (per l’AIDS)
  • HBs Ag (per l’epatite B)
  • HCV Ab e ricerca di costituenti virali dell’HCV (per l’epatite C)
  • Controlli e determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh

Contiene altruismoSecondo le normative vigenti in campo trasfusionale, infatti, nessuna unità può essere distribuita se non è stata prima testata per le evidenziabili malattie virali a oggi trasmissibili.
Il donatore periodico, oltre agli esami sopra riportati, ogni anno deve essere sottoposto ai seguenti esami: creatininemia, glicemia, proteinemia, sideremia, colesterolemia, trigliceridemia e ferritinemia.
Va precisato che i criteri clinico-laboratoristici con cui viene valutato il donatore di sangue ai fini della donazione, non coincidono obbligatoriamente con quelli utilizzati per valutare lo stato di salute di una persona che non dona.
Infatti per la tutela della salute del donatore e del ricevente si richiedono valori ottimali nell’ambito della normalità, per cui non deve allarmare o sorprendere la chiamata per controllare esami apparentemente normali o l’eventuale sospensione dalla donazioni.

Oggi la sicurezza trasfusionale si basa su:
– ricorso a donatori periodici e consapevoli;
– esecuzione dei test disponibili per la rilevazione dei principali agenti infettivi trasmissibili;
– buon uso del sangue.

Per tutti i tipi di donazione si utilizza una sola vena del braccio.

Tutti i materiali che vengono a contatto con il sangue del donatore sono sterili e monouso, per cui è impossibile qualsiasi tipo di contaminazione.

Autoesclusione dalla donazione

Fermi restando i controlli effettuati su ciascuna unità prelevata e l’aiuto del medico trasfusionista, vincolato dal segreto professionale, volto a chiarire e valutare le specifiche situazioni, è doveroso autoescludersi per chi abbia nella propria storia personale:

  • assunzione di droghe
  • rapporti sessuali ad alto rischio di malattie infettive trasmissibili (ad es. rapporti occasionali, a pagamento, con persone sconosciute, promiscui)
  • epatite o ittero
  • malattie veneree
  • positività al test della sifilide (TPHA o VDRL)
  • positività al test AIDS (anti-HIV 1)
  • positività al test dell’epatite B (HBsAg)
  • positività al test dell’epatite C (anti-HCV)
  • rapporti sessuali con persone nelle condizioni delle vosi precedenti del presente elenco

L’autoesclusione dalla donazione avviene senza dover dare spiegazioni ad alcuno.